Scuola e vita

“È vero che la vita o si vive o si scrive e che, quando la si vive, difficilmente nello stesso tempo, cioè in mezzo all’azione e alla passione, ci si può mettere in quelle condizioni che sono proprie dell’arte: partirsi dal momento, superarlo per contemplarlo e dargli senso universale e valore eterno”. Luigi Pirandello, 1934

Ho ripensato in questi giorni a Luigi Pirandello e al suo discorso del 1934 sul teatro drammatico. “… la vita o si vive o si scrive…”. Ci ho ripensato perché credo che siano parole che perfettamente si adattano anche alla scuola. Nella mia mente la parola vita è stata sostituita dalla parola scuola e la frase ha continuato a mantenere la sua forza di verità: “… la scuola o si vive o si scrive…”.

Fermarmi a riflettere sulle scelte quotidiane, educative e didattiche, fare un punto della situazione, raccogliere i materiali miei e dei ragazzi, valutare ciò che ha funzionato e ciò che invece deve essere modificato diventa di giorno in giorno più difficile. “… in mezzo all’azione e alla passione” si è completamente coinvolti, e talvolta travolti, dagli eventi e non restano tempo né energie per “… partirsi dal momento, superarlo per contemplarlo e dargli senso…”.

Eppure sono sempre più convinta che questa operazione del pensiero sia assolutamente indispensabile al lavoro dell’insegnante: fermarsi a riflettere, prendere le distanze dall’evento, distanze cognitive e forse ancora di più emotive, agire in uno spazio neutro, libero da inquinamento, nel quale capire davvero e in profondità il valore di ciò che si propone e di ciò che si raccoglie.

L’ideale sarebbe riuscire a vivere questa esperienza in gruppo, trovare l’occasione per condividere, restuire agli altri ciò che gira in modo confuso per la testa (parlare a un altro essere umano, ad alta voce dunque, e non solo a se stessi è provato abbia grandi benefici in termini di capacità ci comprendere meglio i problemi e trovare strategie creative per risolverli).

E’ difficile scostarsi da ciò che tanto ci coinvolge ma penso fermamente che si debba fare, in un modo o nell’altro, e prendo questo come mio prossimo obiettivo di lavoro (qui sul blog ma anche, e soprattutto, tra le mura della scuola).

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