Archivio mensile:ottobre 2015

Classe digitale “fai da te”

Come fare se l’aula informatica è in fase di riallestimento? Come fare se la rete non sempre supporta tutti i dispositivi necessari?

Niente paura! Basta chiedere ai ragazzi e la soluzione è a portata di mano!

Di fronte all’impossibilità di utilizzare gli strumenti della scuola la 2C2 non si è arresa ma ha messo in atto una vera strategia di problem solving ed è uscita da uno di quei problemi che spesso obbligano la scuola all’immobilità.

Dunque, che fare? Molto semplice: chi ha potuto ha portato a scuola il suo dispositivo personale, lo ha condiviso con il gruppo e si è messo a lavorare e a produrre. Loro non lo sanno ma hanno fatto un’operazione che si chiama BYOD, cioè BRING YOUR OWN DEVICE ed è una soluzione creativa ai mille piccoli e grandi problemi che ogni giorno gli insegnanti italiani si trovano a dover affrontare se decidono di utilizzare le tecnologie digitali per lavorare con i loro alunni.

E così siamo riusciti a lavorare sui generi letterari producendo presentazioni, mappe e video con applicazioni web e l’esperienza è stata per i ragazzi molto gratificante, non solo perché hanno potuto utilizzare a scuola gli strumenti che li accompagnano quotidianamente ma anche perché, in autonomia, sono riusciti a superare un problema e raggiugere risultati decisamente soddisfacenti nei tempi che ci eravamo prefissati.

Ma andiamo con ordine. L’attività sui generi letterari è iniziata in modo molto tradizionale. Dopo una prima fase introduttiva, i ragazzi si sono suddivisi in gruppi e ciascun gruppo ha sorteggoato un genere letterario e un rispettivo brano da analizzare:

– il Fantasy (C.S. LEWIS, Le cronache di Narnia. Il leone, la strega, l’armadio)

– l’Horror (G. G. MARQUEZ, Spaventi di agosto)

– il Comico e l’umoristico (M. TWAIN, Il burro nel cappello)

– la Lettera (A. EINSTEIN, Lettera al figlio; L. PIRANDELLO, Lettera alla figlia)

– il Diario (Z. FILIPOVICH, Il diario di Zlata)

– l’Autobiografia (S. HAWKING, Breve storia della mia vita)

I ragazzi hanno lavorato sulle caratteristiche del genere letterario a partire dal testo narrativo per poi passare alla teoria sul libro di antologia.

Hanno poi elaborato delle mappe concettuali su carta che sono state la base per il passo successivo, quello di creare un prodotto multimediale che spiegasse che cosa avevano imparato.

I ragazzi avevano a disposizione alcuni strumenti di lavoro. Per produrre montaggi video Wevideo o Stupeflix, due applicazioni web immediate, semplici e gratuite. Per produrre mappe concettuali ho proposto di usare Creately, Lucidchart oppure il semplice ma sempre efficacissimo, a mio parere, CMap. Per creare presentazioni infine hanno avuto a disposizione il classico Prezi, che fa sempre il suo effetto.

Ciascun gruppo ha ragionato su quale fosse lo strumento più adeguato per presentare ciò che avevano imparato nel modo che avevano immaginato e, a partire dalle mappe concettuali, hanno prodotto video, mappe e presentazioni davvero efficaci, oltre che belle, tenuto conto soprattutto che si tratta del primo lavoro del genere svolto dalla classe.

Il gruppo che ha lavorato sul genere Fantasy ha prodotto un video con Stupeflix. Il gruppo del genere Horror ha preferito utilizzare Wevideo, come anche il gruppo che si è dedicato al genere Comico e umoristico (per ora non posso pubblicare i lavori perché i ragazzi compaiono nei video).

Il gruppo che ha lavorato sul genere Lettera ha invece preferito muoversi con più cautela utilizzando Prezi. Qui potete guardare la loro presentazione.

Il gruppo più sfortunato è stato quello del genere Diario. Il PC su cui lavoravano era molto lento e non riuscivano a utilizzare alcune funzioni di Wevideo. Sono allora passati a Prezi ma in quel momento Internet non funzionava. Alla fine hanno utilizzato il sempre affidabile CMap e, pur modificando il progetto iniziale, sono riusciti a raggiungere l’obiettivo senza arrendersi.

I lavori sono stati presentati e quindi analizzati da tutta la classe. Per ciascun lavoro sono stati messi in evidenza punti di forza e di debolezza e, quando possibile e necessario, si sono apportate le modifiche necessarie.

Per completare il percorso ho assegnato due prove in classe. Nella prima prova ho valutato la conoscenza specifica del genere letterario trattato durante l’attività collaborativa, la conoscenza degli altri generi letterari, la capacità di elaborare una mappa a partire da un testo. Nella seconda prova i ragazzi hanno lavorato sulla comprensione di un testo appartenente al genere letterario approfondito.

Per concludere infine abbiamo elaborato insieme una relazione sul lavoro svolto, che ha poi avuto finali differenti a seconda del gruppo di lavoro. Qui trovate la parte comune. Oltre a recuperare i passaggi dell’attività e dare al lavoro una forma definitiva, la relazione è servita a ragionare sui connettivi di tempo.

 

 

 

Cosa non abbiamo fatto in questo primo mese di scuola

Jenny Poletti Riz, una collega  che scrive un blog davvero speciale, www.scuolaumentata.it, invita gli insegnanti a riflettere su ciò che non hanno fatto in classe insieme ai loro alunni in questo primo mese di scuola.

Ho colto questa sollecitazione perché mi pare davvero interessante e provo a ragionare su ciò che non ho fatto nelle mie due seconde.

La prima cosa che non ho fatto è decidere da sola. Abbiamo lavorato in modo da proporre insieme idee, progetti, contenuti da approfondire, tecnologie da provare a utilizzare. Abbiamo scelto il libro di narrativa da leggere in classe e i libri da leggere a casa. Abbiamo deciso di scrivere un blog e di porseguire con il giornalino cartaceo, che con grande intraprendenza i ragazzi e le ragazze hanno pubblicato ogni settimana per tutto lo scorso anno scolastico. Abbiamo iniziato a definire alcuni contenuti sui quali vorrebbero ragionare, ci siamo dati il tempo di valutare gli strumenti più adatti per lavorare in classe e a casa.

La seconda cosa che non ho fatto è dare dei voti. Ho proposto anche alla 2c2 l’esperienza senza voti numerici, già vissuta lo scorso anno con la 2c1, ma non ho imposto una scelta. Ho lasciato piuttosto libertà di scelta e soprattutto la libertà di ripensarsi durante il percorso e, nel caso, modificare l’idea iniziale.

La terza cosa che non ho fatto è parcellizzare il tempo. Le dieci ore (o le 6 ore) suddivise settimanalmente nelle diverse materie ci stavano davvero strette e da quest’anno lavoriamo a un’attività finché l’attività stessa non si è esaurita. Significa che la classe si prende il tempo necessario per lavorare e che c’è spazio per i tempi di ciascuno. Il clima è più sereno, c’è meno concitazione, si fa meno fatica e soprattutto c’è meno confusione.

L’ultima cosa che non ho fatto è avere la certezza che queste scelte siano giuste sempre e per tutti, perché ogni classe è diversa e ha bisogni diversi che hanno il diritto di essere ascoltati.

 

Dalla terra alla luna

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Lo scorso anno scolastico la mia scuola ha vinto un finanziamento per la realizzazione di un progetto finalizzato alla prevenzione della dispersione scolastica. “Dispersione scolastica” era un’espressione che non ci piaceva troppo e l’abbiamo sostituita con “valorizzazione delle competenze”.

Penso infatti che una parte della responsabilità del problema della dispersione sia proprio della scuola, non sempre capace di valorizzare le capacità dei singoli ragazzi. Solo proponendo strade e strumenti alternativi avremo la possibilità di raggiungere davvero tutti, nel rispetto delle differenze e delle peculiarità di ciascuno.

Qui potete trovare la mia presentazione del progetto, in versione Prezi e sotto forma di mappa concettuale.

Il nucleo del lavoro è stata la coltivazione di un orto scolastico, di cui potete valutare tutte le fasi nella pagina facebook “Dalla terra alla luna”. Oltre ad aver coltivato l’orto, i ragazzi hanno anche lavorato a una serie di altre attività creative che vorrei condividere oggi in questo spazio.

Sono stati realizzati:

Sono felice che, dopo tanta fatica, possano mostrare i risultati del loro impegno.