Cosa non abbiamo fatto in questo primo mese di scuola

Jenny Poletti Riz, una collega  che scrive un blog davvero speciale, www.scuolaumentata.it, invita gli insegnanti a riflettere su ciò che non hanno fatto in classe insieme ai loro alunni in questo primo mese di scuola.

Ho colto questa sollecitazione perché mi pare davvero interessante e provo a ragionare su ciò che non ho fatto nelle mie due seconde.

La prima cosa che non ho fatto è decidere da sola. Abbiamo lavorato in modo da proporre insieme idee, progetti, contenuti da approfondire, tecnologie da provare a utilizzare. Abbiamo scelto il libro di narrativa da leggere in classe e i libri da leggere a casa. Abbiamo deciso di scrivere un blog e di porseguire con il giornalino cartaceo, che con grande intraprendenza i ragazzi e le ragazze hanno pubblicato ogni settimana per tutto lo scorso anno scolastico. Abbiamo iniziato a definire alcuni contenuti sui quali vorrebbero ragionare, ci siamo dati il tempo di valutare gli strumenti più adatti per lavorare in classe e a casa.

La seconda cosa che non ho fatto è dare dei voti. Ho proposto anche alla 2c2 l’esperienza senza voti numerici, già vissuta lo scorso anno con la 2c1, ma non ho imposto una scelta. Ho lasciato piuttosto libertà di scelta e soprattutto la libertà di ripensarsi durante il percorso e, nel caso, modificare l’idea iniziale.

La terza cosa che non ho fatto è parcellizzare il tempo. Le dieci ore (o le 6 ore) suddivise settimanalmente nelle diverse materie ci stavano davvero strette e da quest’anno lavoriamo a un’attività finché l’attività stessa non si è esaurita. Significa che la classe si prende il tempo necessario per lavorare e che c’è spazio per i tempi di ciascuno. Il clima è più sereno, c’è meno concitazione, si fa meno fatica e soprattutto c’è meno confusione.

L’ultima cosa che non ho fatto è avere la certezza che queste scelte siano giuste sempre e per tutti, perché ogni classe è diversa e ha bisogni diversi che hanno il diritto di essere ascoltati.

 

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