Primo giorno di scuola

Tutti gli anni il primo giorno di scuola mi sento come una bambina. Sono sinceramente emozionata quando entro nell’edificio e mi avvio verso la mia classe. Dietro di me c’è un bagaglio di esperienze, gioie e sofferenze e davanti a me c’è qualcosa di completamente imprevedibile, nuovo, sconosciuto.

Entro e saluto con un po’ di imbarazzo. Sembra di riportare i ragazzi, con quel saluto, tutto d’un tratto dentro alle cose della scuola, dopo tre mesi leggeri, senza pensieri, scaldati dal sole e profumati di mare. Con quel saluto io rientro nelle loro vite, le guardo di nuovo, rivedo i visi cresciuti e abbronzati, inizio a immaginare ciò che sarà.

Qualche secondo e tutto ritorna al suo posto: rido, scherzo, mi riavvicino a loro in punta di piedi, trattengo a stento il mio entusiasmo per le idee che mi sono frullate per la testa durante tutta l’estate, racconto di me e chiedo di loro, preannuncio momenti di divertimento e momenti di fatica.

Finisce il tempo a mia disposizione e sono carica di energie e di emozioni: mi basteranno per affrontare le difficoltà che presto si affacceranno. Perché la scuola è la vita che cresce.

 

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