Di che cosa ha bisogno un insegnante?

Quando guido mi gira per la testa un sacco di idee, tanto che talvolta sbaglio strada e mi ritrovo dove non devo andare. L’altro giorno ero ferma al semforo vicino a casa e ho pensato a ciò di cui ho bisogno come insegnante.

Ho bisogno del passato, delle radici, di ciò che ho appreso da piccola, dalla scuola, dalla famiglia, dal mio contesto di vita. Ho poi bisogno del futuro, delle aspettative, dei progetti, delle idee, di ciò che immagino per i miei alunni e le mie alunne (e di riflesso, per me).

E infine ho bisogno del presente, della vita quotidiana, di quello che imparo tutti i giorni, del respiro delle persone. A scuola quel respiro ha due nomi: Patrizia e Cristiana. Loro sono colleghe, amiche di sempre, un po’ sorelle, di quella “sorellanza” che un po’ si sceglie e un po’ arriva. Sono il presente, ma sono anche il passato e soprattutto il futuro. Con loro posso condividere l’emozione per ciò che è stato e soprattutto progettare e immaginare ciò che sarà.

Senza di loro non ci sarebbe scuola per me. Con loro la scuola prende significato.

 

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